Certificazione APE cambia il metodo
Pubblicato da City Immobiliare in Comprare Casa · Martedì 16 Giu 2026 · 3:45
Tags: #APE, #Certificazioneenergetica2026
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Direttiva Case Green, cambiano l'Ape e le classi energetiche
degli immobili. Le novità
Cambia il metodo di calcolo delle prestazioni
energetiche degli edifici. Sono molte le novità che in questo
periodo stanno modificando il sistema di certificazione dei consumi di energia
degli immobili, come previsto dalla cosiddetta Direttiva Case
Green dell’Unione europea (la EPBD, Energy Performance of Buildings
Directive), che però – nonostante la scadenza fissata allo scorso 29 maggio
– non sono ancora state recepite dall’Italia. Altre modifiche sono
invece operative da oggi, per l’entrata in vigore del cosiddetto decreto
Requisiti Minimi. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
Direttiva Case Green, le novità sull’Ape
Partendo dalla normativa europea, il 29 maggio sarebbero
dovute entrare in vigore le nuove norme sull’Ape, l’Attestato di Prestazione
Energetica. Fino a che le disposizioni non saranno però trasposte
nell’ordinamento italiano, di fatto le novità non diventeranno ancora
operative. In ogni caso, le norme prevedono che in futuro esisterà
una scala energetica compresa solamente fra la lettera A (per gli
immobili con emissioni zero) e la lettera G (per quelli che risultano
ancora più inquinanti).
La nuova scala energetica A-G
In pratica, l’Europa sta cercando di uniformare i modi di
classificazione delle prestazioni energetiche utilizzati dai vari Stati membri.
In Italia, ad esempio, se è vero che al momento la scala va già dalla lettera A
alla lettera G, esistono però diverse sotto-ripartizioni (esistono le classi
A1, A2, A3 e A4). Le classi che vanno dalla B alla F andranno dunque
rimodulate, con il risultato che uno stesso immobile, pur non subendo alcuna
modifica strutturale, a breve si ritroverà in una nuova classe energetica
rispetto a quella attuale.
Le classi A0 e A+
La direttiva fa salva la possibilità di mantenere una
classe A0, laddove sia già prevista, e permette di introdurre la classe
A+, la migliore in assoluto, che ricomprende gli immobili con fabbisogni
energetici (di qualsiasi tipo, dall’acqua al riscaldamento) sempre inferiori ai
15 kWh/metro quadro all’anno. Gli edifici in questioni devono poi produrre un
tot di energia soltanto da fonti rinnovabili e devono essere carbon positive
lungo tutto il loro ciclo vitale (dalla costruzione alla demolizione), cioè di
fatto devono eliminare più C02 di quanta ne emettono.
L’Ape sarà più complessa e dettagliata
Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica sarà più
complesso di quello di adesso. Dovrà infatti includere nuovi elementi
tecnici e dettagliati, tra cui un indicatore in kWh/metro quadro all’anno per
segnalare il consumo di energia primaria e il consumo di energia finale, i
requisiti minimi di prestazioni energetica, le norme minime di prestazione
energetica e il potenziale di riscaldamento globale (il GWP), per indicare le
emissioni di gas serra che l’immobile può produrre in kg CO2eq/m2 lungo
tutto il corso della sua vita. E ancora, tra le nuove informazioni che dovranno
obbligatoriamente essere inserite ci sono il vettore e la fonte della
produzione di energia rinnovabile, la capacità di un immobile di adeguare il
consumo energetico rispetto ad agenti esterni e il fabbisogno di energia
annuale per ogni voce, dal riscaldamento all’acqua.
Chi dovrà fare il nuovo Ape
L’Ape manterrà la validità ordinaria di 10 anni. Quelli
già emessi non perderanno efficacia fino alla loro scadenza, ma bisognerà farne
uno nuovo, seguendo le regole aggiornate, in tutti i casi di rinnovamento,
ristrutturazione e nuova costruzione.
I nuovi requisiti minimi
Da oggi, 3 giugno, entrano invece in vigore le disposizioni
del decreto Requisiti Minimi dello scorso anno. In questo caso le
novità hanno quindi effetto immediato su tutti gli Ape che da qui in poi
verranno redatti. Molte le prescrizioni tecniche che sono state
introdotte. Tra queste c’è ad esempio l’obbligo di procedere a verifiche più
approfondite e dettagliate per i ponti termici, nuovi requisiti per la
sicurezza, nuovi criteri per indicare la trasmittanza (cioè la misurazione
della quantità di energia che passa attraverso un materiale) in caso di
ristrutturazione e un nuovo metodo di calcolo dei coefficienti per la
trasformazione dell’energia primaria negli edifici con teleriscaldamento.
